Chi tradisce una volta, lo fa davvero per sempre?

Anche se mi considero una persona razionale attribuisco un valore importante alla saggezza popolare espressa dai proverbi. In fondo, se ci pensiamo bene, ciò che esprimono è parecchio scontato. E i proverbi sembrerebbero avere una funzione di preavviso, di ammonimento o, come si dice oggi, di reminder.

Tutto questo per dire che c’è un proverbio molto noto nell’ambito della vita di coppia, e in particolare sul tradimento, che conoscete tutti: chi tradisce una volta tradisce per sempre.

Ma è davvero così? Chi tradisce in una relazione più o meno importante porta con se il marchio indelebile del traditore seriale? O, per una volta, il proverbio viene colto in fallo e non dice nulla di dimostrabile o che appartenga alla saggezza popolare?

Anzitutto premetto che è inutile fare una distinzione di genere. Il tradimento nelle relazioni amorose di lunga durata come il matrimonio o la coppia di fatto, riguarda uomini e donne senza distinzione particolare. Ci sono statistiche in proposito che possono suggerire delle tendenze, ma nella mia casistica reale lasciano il tempo che trovano e non sono così importanti. Le persone lo sono molto di più, con le loro vicende che richiedono un intervento mirato.

Non parliamo di traditore seriale

Il detto “chi tradisce una volta tradisce per sempre” più che rivelare una verità da saggezza popolare sul tradimento, riflette invece l’importanza che diamo al tema della fiducia.

In questo senso, il detto suggerisce una realtà che tutti siamo in grado di afferrare: la rottura del patto di fiducia che si regge anche sull’esclusività sessuale e romantica è così traumatica da generare la perdita di un sistema di riferimento.

Per cui, il traditore è posto davanti a un fatto ineludibile: deve riconquistare la fiducia del partner tradito e per farlo non basterà chiedere scusa o perdono, perché la rottura del patto è così devastante, da mettere in dubbio tutto. Persino quello che prima veniva dato per scontato.

È vero, ci sono traditori seriali, cioè persone che in qualche modo devono nutrire un aspetto narcisistico e che non si fermano di fronte a considerazioni etiche e di buon senso, utili quando si ha una famiglia e la si vuole tenere unita.

Qui però parlo di situazioni più ordinarie, cioè di tradimenti che avvengono in dinamiche di coppia già problematiche (o vissute come tali da una parte) nelle quali chi tradisce instaura una relazione romantica con un’altra persona, costruendosi una vita parallela.

In questi casi il tradimento fa più male, perché dietro “l’altra” o “l’altro” c’è tutto quello che si pensa di aver perso. Chi subisce il tradimento, infatti, al di là della comprensibile rabbia, affronta anche un periodo di dubbi e paure su sé stesso, innescati da una bassa autostima, da un’autocritica esagerata, dal domandarsi costantemente: dove ho sbagliato?

La disillusione su tutto ciò che concerne l’amore romantico, l’unità della famiglia, la felicità di coppia ha l’effetto di un tornado che scoperchia un tetto che prima era considerato un riparo sicuro.

La fiducia in amore conta davvero tanto

Il punto è che la fiducia sottozero del traditore o della traditrice, anche con tutte le attenuanti e in una situazione di crisi di coppia acclarata, non aiuta. Il tradimento è una risposta disfunzionale a un problema di funzionalità della coppia. Sbagliata proprio perché non va alla radice dei problemi.

Come psicoterapeuta di coppia vedo questi meccanismi ripetersi costantemente. E il tradimento è ogni tanto la causa della crisi, più spesso la conseguenza. Nel primo caso, il tradimento all’altra parte può sembrare inaspettato. In chi tradisce può essere egoisticamente visto come il fatto nuovo che può innescare una crisi desiderata e quindi la rottura.

Non esiste modo migliore di farsi lasciare che tradire apertamente.

In altri casi, il tradimento è un modo di tenere in piedi tutto il resto. Cioè si tradisce per recuperare intimità o piacere romantico, tenere la fiamma accesa, diciamo così, ma senza voler arrivare alla rottura definitiva. Se ci sono figli, rapporti familiari stretti, condizioni economiche particolari et cet… la separazione può spostare la bilancia della convenienza da un’altra parte, perdendo tutto quel “fuoco” (la passione sessuale con l’amante, all’inizio, riporta indietro nel tempo) che fa sentire vivi e liberi. Sono situazioni nelle quali l’egoismo prevale, per cui prima o poi la coppia si deteriora del tutto anche in quegli aspetti che si vogliono conservare.

In questi casi, peraltro, subentrano dei problemi individuali, di gestione della storia extraconiugale, che spesso si risolvono nel ritorno al tetto coniugale. Facile però notare la disfunzionalità di queste due opzioni.

In definitiva, il detto “chi tradisce una volta lo fa per sempre” sembra più un ammonimento a non fidarsi troppo, perché se non si interviene si produrranno le stesse condizioni che hanno portato al tradimento.

Nessuno è traditore in astratto: sono le opportunità e le complicità che si creano fuori e dentro la coppia a influire. Una coppia di colleghi che si addentra nel personale, trova spazi per sé stessa, prima o poi genera delle occasioni. A quel punto, la parte emotiva potrebbe prevalere su quella razionale. La prima regola per non tradire è non creare occasioni per farlo. Non fidarsi troppo delle proprie certezze perché le dinamiche di una coppia evolvono e cambiano.

Se all’interno di un rapporto si sono perse di vista delle cose importanti, è più facile che l’opportunità esterna si affacci. Recuperare il rapporto diventa sempre una questione di fiducia, che non riguarda solo il fatto di ricadere in tentazione o andarsene con un’altra persona.

La fiducia, una volta che viene messa in discussione, riguarda tutto.

Più è importante la storia parallela, maggiore è la sfiducia

Siamo portati a pensare che un traditore seriale generi più sfiducia di un traditore occasionale. Ma per chi subisce il tradimento non è affatto così. Un secondo episodio scoperto fa venire meno l’affidabilità, ma non per forza chi subisce il tradimento passa attraverso una nuova profonda elaborazione.

Se chi tradisce invece sposta attenzioni e interesse ed esclusività romantica verso l’amante, be’ il discorso è diverso. La prova di fiducia richiesta per superare il tradimento e andare avanti, coinvolge molti aspetti.

Le coppie che sopravvivono a queste situazioni ne escono paradossalmente meglio, perché il tradimento serve a ricostruire una verità storica della relazione. Si migliora la conoscenza di sé stessi e delle proprie esigenze in quel preciso momento storico.

Le coppie che vivono un tradimento spesso rivelano una tendenza all’autoconservazione, al fare poco per tenere l’edificio in piedi anche quando è evidente che le fondamenta stanno crollando. Un mancato adattamento, un disallineamento nei progetti, nelle aspettative, nelle richieste di supporto e di attenzione spesso precede il tradimento.

Per cui questo diventa un segnalibro. Un passaggio dal quale riprendere, su basi nuove.

Lavoro con tante coppie che hanno vissuto episodi simili, spesso etichettati come il più classico dei fulmini a ciel sereno. Ma non è così. La relazione può essere fortificata prima che si affaccino occasioni per metterla in pericolo e può essere ricostruita su nuove basi e nuove conoscenze. Riconquistare la fiducia non è semplice, ma a volte può valerne la pena e non perché manchino alternative.

Il tradimento è sempre una risposta disfunzionale, ma può anche essere la base per azzerare tutto e firmare un nuovo patto. Ho visto diverse coppie che hanno superato questo momento ritrovare coesione e serenità, anteponendo all’egoismo e al desiderio di vendetta, un interesse genuino a riscoprirsi come persone in grado di portare un valore alla coppia.

Se come coppia siete all’interno di una situazione simile potete contattarmi per fissare delle sedute di recupero.

Richiedi Appuntamento
marco giacobbi

Marco Giacobbi

Psicologo, Psicoterapeuta Metodo Gottman

Da quasi 20 anni mi dedico esclusivamente alla soluzione dei problemi delle coppie in crisi, sia online, sia in studio a Brescia e Asola (MN). Sono anche ricercatore presso l'Università di Basilea.

Lascia un commento

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: