Perché si tradisce anche se si ama

Amore autentico e infedeltà possono davvero coesistere nella stessa persona? È davvero possibile che chi tradisce possa amare la persona tradita? In teoria sembrerebbe un controsenso difficile a credersi, ma la pratica clinica – come psicoterapeuta di coppia – sembra suggerire che in alcuni casi, chi tradisce non veda il tradimento come una negazione dei sentimenti.

La mente umana è complicata, si dice, al punto che può gestire simultaneamente delle emozioni contraddittorie, sfruttando dei meccanismi mentali che noi psicologi troviamo sempre affascinanti. Comprendo bene che non è facile da spiegare a chi viene tradito (la misura del tradimento dipende da persona a persona, come ho già spiegato altre volte), ma sono certo che tante persone si trovano di fronte a questo fatto beffardo.

Chi tradisce pur amando il partner attiva dei processi mentali complessi che gli permettono di gestire questa dualità. L’osservazione di questo fenomeno, molto più diffuso di quanto si pensi nelle storie di tradimento, richiede l’abbandono di letture semplicistiche.

Il tradimento, lo sappiamo, lo rivelano le statistiche su separazioni e divorzi in Italia, danneggia la relazione al punto di romperla. Anche se non è sempre il caso, nella stragrande maggioranza permangono dei sentimenti di fondo, sui quali è possibile lavorare per superare il tradimento e andare avanti.

I meccanismi in atto lavorano al di sotto di una soglia di consapevolezza reale, e chi vuole interpretare con la logica questi fatti spesso finisce per farsi del male.

La compartimentazione emotiva

La nostra mente gestisce relazioni complesse attraverso meccanismi che la ricerca ha identificato con precisione. È possibile per una persona mantenere amore autentico verso il partner pur sviluppando comportamenti di tradimento, proprio perché questi processi seguono dinamiche relazionali specifiche che operano su livelli diversi.

L’amore nelle relazioni durature non funziona come un’entità monolitica. La ricerca ha dimostrato che ciò che chiamiamo amore romantico dipende da tre sistemi interconnessi:

  • Il “thrill”: quel senso di eccitazione, interesse e attrazione verso il partner che si sperimenta innamorandosi, ma che spesso si affievolisce nel tempo. Include la novità, l’imprevedibilità, la scoperta continua dell’altro.
  • L’intimità emotiva: il profondo senso di conoscere ed essere conosciuti che si sviluppa attraverso la condivisione di vulnerabilità e l’approfondimento della connessione emotiva. Si costruisce quando i partner si “rivolgono l’uno verso l’altro” invece di allontanarsi nelle richieste di attenzione.
  • La sensualità: l’intero spettro della connessione romantica ed erotica tra due persone, dal semplice contatto fisico fino all’intimità sessuale più profonda.

Questi sistemi possono funzionare in maniera indipendente e asincrona. Gottman ha osservato che una persona può mantenere forte intimità emotiva e impegno verso il partner, mentre cerca il “thrill” o la validazione sensuale altrove quando questi elementi si affievoliscono nella relazione primaria. Il tradimento spesso inizia quando i “bid for attention” – le richieste di connessione emotiva – vengono sistematicamente ignorati o respinti, creando quella che Gottman chiama la “cascata verso la sfiducia”.

La ricerca mostra che non si tratta di quote fisse, ma di sistemi dinamici che si influenzano reciprocamente. Un partner può sperimentare profondo attaccamento e cura (intimità) mentre simultaneamente è attratto dalla novità emotiva o fisica offerta da un’altra persona (thrill/sensualità), senza percepire contraddizione interna immediata.

Quando si ama, insomma, lo si fa per svariati motivi.

Questo già ci fa capire come possa esserci una persistenza dei sentimenti anche durante le fasi del tradimento. E se può sembrare utilitaristico, spiega bene come mai chi tradisce non lascia o ha molta difficoltà a farlo. Perché ci sono ragioni pratiche che non lo rendono appunto praticabile. Ma non voglio essere tautologico. L’amore per i figli non è altro che un sentimento verso l’aspetto dell’impegno a lungo termine, ed è evidente l’importanza ricoperta dall’intimità emotiva. Può darsi che nella coppia ormai ci sia poco trasporto fisico, ma il resto può bastare a tenere in piedi le cose. E molte coppie si possono riconoscere in questa realtà che sembra contraddittoria ma non lo è affatto, una volta che “l’amore romantico” viene scomposto in più parti.

Il tradimento all’interno di una coppia in crisi arriva dunque perché si erodono le varie dinamiche relazionali e non perché viene meno, in astratto, il sentimento.

Non solo una dissonanza cognitiva

La contraddizione percepita all’esterno deve comunque trovare una giustificazione interna in chi tradisce. Come detto prima: chi tradisce non lo fa perché disprezza tutto della moglie o del marito, a meno di non trovarci di fronte a una persona immatura.

Nella normalità dei casi, il tradimento viene vissuto da chi tradisce come un tentativo disfunzionale di completare un quadro affettivo che viene percepito come incompleto. Incompleto, attenzione, non vuoto. Se i cosiddetti “bid for attention” vanno a vuoto, la situazione può passare da complicata a difficile nel giro di poco tempo.

Ho sottolineato che si tratta di un meccanismo disfunzionale, e quindi sbagliato a prescindere perché non si tratta di una soluzione NELLA coppia, ma CONTRO la coppia e ciò che rappresenta (cioè la messa in pratica dell’amore romantico esclusivo tra i partner).

A questo punto subentrano della narrazioni interne, giustificative, nelle quali lo sforzo principale è quello di mantenere una coerenza interna di fronte a una contraddizione evidente. Non perché la contraddizione venga vissuta internamente, ma perché così appare all’esterno. I comportamenti che seguono sono tipici:

  • Minimizzazione dell’accaduto (dopo averlo negato).
  • Attribuzione della responsabilità al partner tradito.
  • Creare una realtà artificiale nella quale il tradimento è una cura, ragionevole, perché non si prova più nulla (salvo smentirsi poco dopo).

Questo modo di razionalizzare è pericoloso per la coppia. Quando lavoro con le coppie la cui relazione è stata sconquassata da un tradimento, la prima cosa che faccio è metterli di fronte alla dura realtà dell’accaduto. Con sincerità. Bisogna anche ricostruire la verità storica dello stesso. Accettare i fatti per come sono avvenuti e non tacere di fronte all’evidenza.

Ma questo è un altro discorso. Per cui, tornando alla domanda: è davvero possibile tradire anche provando sentimenti? La risposta è sì. Perché il sentimento o l’amore romantico non è un blocco unico, ma un insieme di dinamiche relazionali vissute nel quotidiano, che tendono ad avere una misura diversa a seconda dei periodi. Non a caso, le coppie spesso si lasciano non per intromissione del vuoto (assenza totale di sentimenti), ma quando o viene meno la progettualità oppure non si riesce a superare una prova.

marco giacobbi

Marco Giacobbi

Psicologo, Psicoterapeuta Metodo Gottman

Da quasi 20 anni mi dedico esclusivamente alla soluzione dei problemi delle coppie in crisi, sia online, sia in studio a Brescia e Asola (MN). Sono anche ricercatore presso l'Università di Basilea.

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