Dopo i figli ci siamo allontanati

La nascita di un figlio è un evento felice e desiderato che, allo stesso tempo, rivoluziona l’equilibrio nella coppia. Di solito è l’avvenimento che consolida un nucleo familiare, ma spesso nasconde insidie e un carico di impegno e lavoro talvolta sottovalutati. Se poi penso alle coppie che arrivano da me, le difficoltà che raccontano sono esponenzialmente proporzionali al numero di figli.

Nella mia esperienza, ci sono mosse da fare che possono portare a un recupero della relazione, anche quando la situazione sembra ormai compromessa.

Partiamo con il dire che spesso le coppie si sentono un po’ come sulle montagne russe: la gioia che danno i figli viene sostituita, a tratti, da emozioni molto più negative, generate dalla stanchezza e dal fatto che la vita di coppia è quasi – se non completamente – eclissata dalla genitorialità.

In questi momenti è facile perdersi di vista e allontanarsi talmente tanto che, quando il ciclone-figli si è attenuato, non ci si ritrova più.

Il caso di due miei assistiti è emblematico. Sia lui che lei avevano desiderato il figlio; li avevo seguiti durante un percorso di procreazione assistita e poi, un bel giorno, circa sei mesi dopo il lieto evento, mi chiedono una seduta di coppia. Sul momento pensavo si trattasse di qualche scaramuccia, ma non era così.

L’arrivo del figlio aveva messo in seria difficoltà la coppia: lui si sentiva trascurato, lei si sentiva sola come non mai. Il lavoro di lui, i soli dieci giorni di aspettativa che il capo gli aveva concesso, le ingerenze della suocera, lo stress della gestione del bambino e la pressione affinché la neo-mamma rientrasse al lavoro avevano causato una vera e propria rottura.

Il dramma era che, pur avendo gli strumenti per parlare, i due non riuscivano a farlo per la cronica mancanza di tempo e la presenza del nuovo arrivato.

Questo è uno dei primi problemi che mi trovo ad affrontare nella terapia di coppia quando l’allontanamento è post-figli. La buona notizia è che le tecniche esistono e, anche se non sono semplici, producono solitamente un effetto rapido e di sollievo.

La crisi di coppia dopo un figlio

Quindi, se i figli sono la causa principale dell’allontanamento, si può parlare di vera e propria crisi di coppia? Io direi di sì. E come tutte le crisi, queste hanno intensità diverse: ci sono quelle più leggere e passeggere e quelle più pesanti, destinate a radicarsi.

Qui parliamo di quelle che rischiano di restare, e se restano, gli esiti sono tre:

  1. La disgregazione della relazione durante la fase di genitorialità attiva.
  2. La deflagrazione a seguito dell’emancipazione dei figli (quando lasciano il nido o sono sufficientemente autonomi)
  3. Una convivenza nell’insoddisfazione cronica.

In studio vedo prevalentemente coppie come quella descritta all’inizio, oppure coppie come l’ingegnere e la maestra elementare, poco più che sessantenni, che quando l’unico figlio è uscito di casa si sono guardati in faccia e quasi non si conoscevano più.

Vite completamente distanti, passioni e interessi divergenti, zero progetti comuni, soli a cercare di capire come riempire il vuoto lasciato dal figlio. In entrambi i casi, un intervento terapeutico ha permesso di correggere la rotta e ridare slancio alla coppia.

Come uscirne

Ora parliamo di soluzioni. Mi focalizzerò sui casi più numerosi, ovvero le coppie con figli piccoli. Una premessa è necessaria:

Ogni soluzione basata sul “tornare com’era prima” non è praticabile.

Il motivo è semplice. Nei primi anni, la mamma che ha appena avuto un figlio si trova catapultata in una nuova realtà nella quale è investita di enormi responsabilità e un importante sovraccarico di compiti. L’adattamento richiesto è pressoché istantaneo. I corsi di preparazione al parto sono preziosi, eppure, anche quando ci si è preparati, il vissuto diretto è tutt’altra cosa.

Con il tempo il carico si alleggerisce e subisce un calo sensibile quando il figlio inizia ad andare a scuola. Metà della giornata è in affido a questa istituzione. Ma a quel punto non è sempre possibile tirare un sospiro di sollievo: magari lei inizia o riprende il lavoro, insegue una carriera, ha aspirazioni personali, e con la scuola arrivano puntualmente anche le malattie infantili, che poi coinvolgono l’intero nucleo familiare.

In tutto questo marasma è facile capire come la coppia si annulli per gestire le diverse fasi di un processo che — diciamocelo — non è né semplice né facilitato dai ritmi della modernità.

La mancanza di affetto tra i partner e la carenza di comunicazione sfocia nella crisi. Una crisi che di solito parte in sordina, giustificata dal “ma sì, è solo un momento” che uno o entrambi i partner si ripetono. Quel momento, però, può durare anni, se non si prendono contromisure. E ci si fa l’abitudine.

Ritrovare il feeling perduto

Dopo il parto, diverse coppie lamentano un drastico calo della vita sessuale. Ho già scritto a proposito di quanto è importante il sesso nel matrimonio.

Nel caso dell’arrivo del primo figlio i partner potrebbero sentirsi trascurati. Lui lamenta la sua indisponibilità. Lei può vedersi “ridotta” a madre e non più moglie o compagna, perdendo una parte del significato di sentirsi di donna. Ma capita anche l’opposto: lui che si sente messo da parte.

Il sesso non è mai un dovere e bisogna essere bravi a riscoprirsi nell’intimità, coltivando gesti affettuosi, contatto fisico, conversazioni intime. La frequentazione deve essere mantenuta a un livello tale da non doversi definire estranei a sé stessi. O, nella migliore delle ipotesi, considerarsi solo genitori (cioè vedere lui come il padre o lei come la madre, anziché come la controparte di uno stabile rapporto di coppia).

Casistiche così ne ho affrontate parecchie. Per superarle occorre sacrificio, capacità di ascolto e di adattamento. Avere un figlio è la prova del nove di una relazione duratura. La coppia si evolve e apprende nuove responsabilità, intraprendendo un nuovo cammino.

Ho perciò aiutato molte coppie a riprendere questo cammino insieme, crescere il figlio in armonia, con una buona divisione di compiti basata su rispetto, capacità organizzativa e voglia di venire incontro. Questo risultato porta a un benessere moltiplicato per tre: che è la miglior garanzia per crescere un figlio in un ambiente sano e amorevole.

Se vi trovate in una situazione simile contattatemi per un percorso di riavvicinamento.

Qui per chiedere un incontro
marco giacobbi

Marco Giacobbi

Psicologo, Psicoterapeuta Metodo Gottman

Da quasi 20 anni mi dedico esclusivamente alla soluzione dei problemi delle coppie in crisi, sia online, sia in studio a Brescia e Asola (MN). Sono anche ricercatore presso l'Università di Basilea.

Lascia un commento

Attenzione: alcune funzionalità di questa pagina potrebbero essere bloccate a seguito delle tue scelte privacy: