Come la mancanza di attenzioni nella coppia porta alla fine dell’amore

La mancanza di attenzioni nella coppia può creare una sensazione di solitudine inesplicabile che si accumula strato dopo strato, fino a diventare un problema insormontabile.

Situazioni di vita quotidiana che mi raccontano i pazienti:

Una coppia prima di andare a dormire concentrata sul proprio telefono, mai uno sguardo complice, nessuna ricerca di intimità. Un atteggiamento passivo che sembra la continuazione della giornata vissuta ciascuno nel proprio ambito lavorativo.

Le piccole attenzioni che punteggiavano una giornata altrimenti trascorsa a prendersi carico delle preoccupazioni non ci sono più. Bisogna chiederle, ma se non le si chiede scompaiono così.

Altro caso: i momenti speciali diventano ordinari. La data di compleanno che trascorre come un giorno qualunque, l’anniversario del matrimonio o del primo appuntamento che non provoca più un particolare effetto, fare insieme i lavoretti di casa…

Da psicologo di coppia raccolgo questo tipo di testimonianze in ogni seduta, e devo essere sincero: di solito hanno quel tono di avvisaglia non ascoltata che porta alla crisi. Anzi, le coppie – quando le invito a fare una ricostruzione storica della crisi – intravedono nella mancanza di attenzioni il primo segnale concreto che qualcosa non funzionava già allora.

Come sempre succede, le coppie arrivano dallo psicoterapeuta al fotofinish, quando è quasi troppo tardi per rimediare. E posso immaginare il momento in cui si pensa che la mancanza di attenzioni – contraddistinta da uno scivolamento graduale verso l’indifferenza e l’apatia – passerà con il tempo.

Invece non è così, e come sempre sostengo dare e ricevere attenzioni, cercarle con una comunicazione costruttiva aiuta la coppia anche nei momenti di crisi.

Il tipo di attenzioni che fanno bene alla coppia

Le attenzioni che fanno bene alla coppia sono basate su un reale coinvolgimento emotivo, fisico e mentale, e non dalla mera presenza o da un gesto in particolare. Con le coppie con cui lavoro, pongo sempre l’attenzione sul come si comunica più che sul comunicare in sé.

Questo perché la comunicazione non è solo verbale, e anche quando è verbale è accompagnata dal tono, dalle espressioni, dalla gestualità e perfino dalla posizione assunta. Non voglio tornare qui sul linguaggio del corpo, perché se ne parla perfino a sproposito, ma abbiamo tutti familiarità con il modo di dire certe cose.

La presenza emotiva

La presenza fisica non vuol dire nulla, se due persone non comunicano quando sono nella stessa stanza. La vera presenza emotiva è fatta di sguardi, di ascolto attivo, di un vero interesse per ciò che l’altro fa o dice. Si può essere distratti e ascoltare: una coppia affiatata può parlare del più e del meno e poi entrare in uno stato di intimità esclusiva nel giro di pochi secondi.

Esserci significa quindi capirsi quando ce n’è bisogno.

Le micro-attenzioni quotidiane

La micro-attenzioni sono semplici: chiedere un “come è andata” non guasta mai ad esempio. Lasciar trascorrere le giornate senza dare un vero segno di interesse rischia di appiattire le giornate su ritmi e routine esterne alla coppia.

Invece, le coppie dovrebbero impostare una routine per tutto ciò che riguarda l’organizzazione lavorative, economiche e – se ci sono – dei figli. Al contrario lasciare all’intimità di coppia lo spazio per piccole sorprese che spezzano l’ordinarietà.

Un altro segno di attenzione interessata, e che fa bene, è essere proattivi nella progettualità altrui. C’è la coppia, ma c’è anche la sfera individuale nella coppia. Se uno dei due o entrambi persegue uno scopo, ha un obbiettivo in mente (anche di poco conto) spronarlo e incitarlo aiuta.

Gli hobby e gli interessi creano una certa smania di condivisione. Se facciamo qualcosa che ci piace e ne troviamo soddisfazione, siamo portati a parlarne con chi ci sta vicino.

Essere proattivi significa quindi interessarsi in anticipo a questi interessi altrui, in modo genuino.

Poi è chiaro: ci sono momenti in cui c’è stanchezza, un po’ di apatia e magari abbiamo la sensazione di star meglio se ci isoliamo un po’. Finché è un momento passeggero non ci sono problemi. I segnali che le attenzioni cominciano a mancare tendono a manifestarsi tramite gli effetti che queste comportano nella relazione.

Effetti che solo a posteriori è possibile attribuire correttamente a questa trascuratezza cronica.

Segnali che le attenzioni stanno mancando

Come detto prima, se la coppia fa un tutt’uno tra routine e intimità, a soffrirne è quest’ultima. Nell’intimità voglio comprendere lo stare insieme da soli, scambiarsi segni e gesti di affetto, ritrovarsi a scherzare, ricordare le cose fatte insieme, parlare un po’ di progetti personali.

Il dialogo si impoverisce quando si parla solo di problemi, di lavoro, di figli, di organizzazione domestica. Manca parlare di sé, delle proprie emozioni appunto.

La presenza fisica che però diventa assenza costante, minata dalla distrazione continua provocata dallo smartphone, dai social media, dalla tv, con la testa sempre altrove. In questo caso la tecnologia che ci connette, tende a separarci. Normalizzando la distrazione.

La mancanza totale di gesti affettuosi. Ce ne accorgiamo quando mancano, i gesti affettuosi fanno parte del pacchetto completo di attenzioni. Non parlo solo del sesso, che in un rapporto di coppia è fondamentale, ma anche di abbracci al ritorno a casa, una carezza di passaggio, un bacio sulla fronte, prendersi per mano sul divano, quando si guarda una serie tv insieme. Essere attivi e non passivi, non lasciare prevaricare i rumori di fondo, isolando sé stessi come coppia.

Mancano anche le serate insieme fuori, non si cerca più quello spazio per sé.

La sensazione di invisibilità data dalla sensazione che se l’altro non ci cerca, vuol dire che non gliene importa nulla. Un pensiero di questo tipo disarma, erode l’autostima, Un silenzio che può essere interpretato come rifiuto o disinteresse, specie se protratto nel tempo.

Cosa fare prima che sia troppo tardi

La mancanza di attenzioni va portata prima o poi al centro della discussione nella coppia. Occorre parlare con sincerità nel momento giusto, trovare quindi le parole adatte e non rinfacciarla durante un litigio.

Punto sempre sul fatto che la coppia abbia dei bisogni che devono essere resi manifesti. Non esiste la telepatia, anche nelle coppie più collaudate.

Le richieste di attenzioni sono fondamentali e non devono andare inascoltate, altrimenti si procede a cascata verso la crisi. Rispondere reintroducendo piccoli gesti concreti o programmando del tempo per sé stessi, anziché vivere nella nostalgia o nel pensiero che quel tempo sia irripetibile.

E anche guardarsi dentro: riconoscere la propria indolenza, sforzarsi senza sentirsi forzati a fare qualcosa. In caso contrario saremmo all’anticamera della crisi.

Come psicoterapeuta di coppia aiuto le coppie a non perdersi nella mancanza di attenzioni, sottolineando la loro importanza nel mantenere vivo e integro un rapporto. Anche quando sono passati tanti anni e le questioni extra-coppia fanno pressione. Se ogni tentativo di riacquisire uno spazio per sé stessi provoca scossoni, litigi continui o addirittura una distanza maggiore, occorre parlarne con uno specialista. Ho aiutato molte coppie a riempire le loro giornate di attenzioni che hanno significativamente migliorato la qualità del loro rapporto.

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marco giacobbi

Marco Giacobbi

Psicologo, Psicoterapeuta Metodo Gottman

Da quasi 20 anni mi dedico esclusivamente alla soluzione dei problemi delle coppie in crisi, sia online, sia in studio a Brescia e Asola (MN). Sono anche ricercatore presso l'Università di Basilea.

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